Chi sono le ‘Mamme della Rete’?

Mi piacerebbe partire da una domanda ben precisa, LA domanda: Chi sono le ‘Mamme della Rete’? Hanno qualcosa in comune tra loro?
Le mamme, come dice Wonder in un suo commento, hanno blog ‘concettualmente’ diversi dalle altre donne che frequentano la Rete (come ad esempio giornaliste, foodblogger, fashionblogger…)?

Partiamo da due avvenimenti

1. La Social Media Week di Roma: una conferenza in cui importanti esperti della Rete delle Mamme (maschi) hanno parlato del ‘fenomeno mommyblogging’, senza però invitare le mamme blogger.

Wonderland come inviata di Vanity Fair, dice:

«Le mamme online danno una rappresentazione della vera mamma. La vera mamma è quella che si sacrifica. La mamma è un’esperta, sa tutto del bambino».
Ecco tre frasi da non pronunciare mai in presenza delle blogger del settore, pena attacchi di orticaria sparsi.

Interessante Flavia su VereMamme (mamme 2.0 parte prima e parte seconda):

E qui veniamo all’aspetto dei valori, quello profondamente culturale, quello che mi ha fatto perdere il controllo e interrompere lo speech quando il sociologo Alessandro Caliandro ha detto con grande sicurezza, per la seconda volta in cinque minuti: “Ecco, la tribù detta cosa devi fare e come devi essere per essere una vera mamma, queste sono delle vere esperte” No. NO! Esiste un piano ben più alto di discussione. Quello per cui il bright (l’aspetto gioioso della maternità) e il dark (l’ombra) assumono ben altri significati che lo sfoggio di un bel passeggino o la stitichezza della bambina.

Sull’argomento segnalo anche: Analisi antropologica di una cacca, di Luana Troncanetti:

Invece il risultato della ricerca, in estrema sintesi, è risultato il seguente:
I motivi principe di conversazioni fra mamme sono: la cacca, i pannolini, i paracapezzoli e cosa infilare in valigia quando si va a partorire (e ci credo, se analizzi i dati di un forum dedicato a certi argomenti cosa ti aspetti? Che si parli della scissione dell’atomo?) Esauriti questi argomenti, allora le mamme parlano anche della maternità. Quell’ “anche”, ve lo assicuro, mi fa fatto venir voglia di lanciare contro il relatore un oggetto, uno qualsiasi, fosse stato anche soltanto un paracapezzoli.

2. Le Mamme MaledetteH: uno scherzoso post aperto da Wonderland su FB, in cui è stato condiviso un articolo dove i commentatori ci definiscono ‘maledette’ perchè fanno l’equazione: mamma blogger = donna che trascura i figli mentre gioca a Farmville.
L’articolo è comparso su Libero Donna, e si intitola: Tecno mamme in Rete:

Anche chi non ha bambini può rendersi conto della portata del fenomeno: le mamme blogger sono sempre di più, sono attive, agguerrite e il marketing ha tentato più volte di fare tesoro del loro potenziale comunicativo con campagne pubblicitarie e iniziative di vario genere. Ma queste donne sanno il fatto loro e nella maggior parte dei casi sono rimaste fedelissime all’intenzione di parlare solamente di loro stesse e dei loro cuccioli.

Una chicca di commento (notare che i nostri commenti non sono stati pubblicati…):

Questo è il risultato della cosiddetta “emancipazione femminile”. Ho volutamente travigolettato perchè queste furbacchione, in nome della libertà ed indipendenza, non hanno più voglia di fare niente e di assumersi i loro doveri di madri e mogli. Per fortuna, ci sono ancora donne in gamba, ma sono la minoranza…

Ma siamo davvero così? Siamo davvero rimbecillite da elevate dosi di prolattina? Parliamo davvero di cacca, pannolini e svomitazzi tutto il giorno? Ma non sarà che questa gente confonde i blog con i forum?
Si possono definire in qualche modo le ‘Mamme della Rete’ o le ‘Donne della Rete’? Cosa cercano? Cosa vogliono?

Secondo voi è possibile tracciare una sorta di Profilo delle Mamme della Rete, a partire anche da questi articoli che vi ho linkato?
(Se ne ho dimenticato qualcuno chiedo scusa in anticipo: segnalatemelo, per cortesia, che lo aggiungo…)